L’Alba Chiara del buon cibo

L’Hotel Alba Chiara di Sant’Andrea, a poca distanza da Melendugno, è stata una scelta casuale, tanto che stavamo per passare oltre: la sala ristorante è la stessa per chi vuole solo mangiare oppure prendere una stanza per una settimana di ferie e scendere a ora pasti, tanto che all’inizio non l’avevamo neanche vista.

Invece la vicinanza con il mare, il paesaggio rilassante e i camerieri, gentili e disponibili, ci hanno spinto a fermarci, ed è stato meglio così. Il menu non è sconfinato, ma offre antipasti di vario tipo, primi e secondi di carne o pesce e molti contorni, oltre agli immancabili dolci. Accompagnando il tutto con un buon rosato delle cantine Solopaca, abbiamo cominciato con dei frittini della casa, giusto in attesa dei piatti principali.

La scelta dei primi ci ha portato a un piatto di tortelloni, dall’invitante forma a conchiglia, ripieni di polpa di gamberi e conditi con il pesce San Pietro, e un altro piatto, sempre di tortelloni, ai 4 formaggi. Ottima la cura in cucina, anche nella parte visiva, con i pezzi di pesce a circondare i tortelloni come un abbraccio. E le “coccole” continuano sul palato, i pomodorini esaltano il sapore del pesce aggiungendo una nota fresca che non appesantisce, anzi è un piatto che soddisfa e sazia senza essere eccessivo.

Abbiamo terminato con dei tartufi, e in special modo quello al pistacchio è stato all’altezza di quanto mangiato precedentemente.

Il conto, onesto, ci ha stupito: spesso i posti sul mare hanno un costo maggiore, giustamente aggiungerei, per il paesaggio circostante. Tecnica non utilizzata dall’Alba Chiara, che rende il ristorante accessibile a una vasta clientela.

Paolo Merenda

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