Mangiamoci su, i sapori locali a Parete

Nell’organizzare una serata con amici ci siamo trovati in un locale, una pizzeria ma non solo, che se fosse dipeso da noi forse non avremmo mai visitato, perché fuori dai soliti giri megapubblicizzati. Mangiamoci su, a Parete, è uno di quei posti che, visto dall’esterno, richiama alla mente una pizzeria da asporto e poco altro, ma andando oltre le apparenze si è rivelata una piccola perla incastonata nel territorio casertano.

Guidati da Samuele, l’esperto chef, abbiamo assaggiato un buon vino rosso locale, per accompagnare al meglio l’antipasto. E qui le prime squisite sorprese: i crocché, giganteschi e fatti al momento, e i fiori di zucca fritti, anch’essi di grandi dimensioni, hanno dato il giusto sapore alla serata, o almeno al suo inizio. Menzione a parte la frittatina di maccheroni che andava a completare il tris di antipasti: pasta fatta nella stessa sera e subito fritta come la tradizionale ricetta prevede. Davvero notevole.

Sulla scelta delle pizze abbiamo scoperto un’altra cosa da sottolineare. Le patate, i fiori di zucca, e tutte le verdure, provengono dal loro orto, a chilometro zero, ma anche sulla pasta della pizza la qualità si mantiene alta: il pizzaiolo fa in modo da avere il numero giusto di panetti, per evitare di proporre il giorno successivo la pizza con ingredienti non di giornata. Tanto è vero che, andando di sabato, con l’asporto a intaccare le scorte, non abbiamo avuto a disposizione panetti da pizza singola. Due pizze grandi, da dividere in quattro, hanno sopperito, scegliendo gusti per provare quanti più ingredienti locali possibile. L’ortolana, con zucchine e melanzane grigliare, tra tutte è quella che ha dato maggior soddisfazione, proprio per la provenienza delle verdure. Ma anche la Margherita, o quella prosciutto e bufala, sono riuscite nell’intento di saziarci abbondantemente, data la grandezza delle pizze e le porzioni luculliane.

Il limoncello allo zenzero di loro produzione ha chiuso la cena, con un conto attestatosi sui 15 euro a persona. Oltre tutto, anche economico.

Paolo Merenda

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