Pedros, il Venezuela passa da Trentola Ducenta

Quando si apre un locale etnico, c’è da venire incontro alla voglia di novità di alcuni avventori e quella di tradizione di altri. Il Pedros riesce in entrambi i casi a soddisfare la clientela.

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Intanto devo dire che conoscevo già il Pedros a Trentola Ducenta, ma mancavo da un po’ e appena ho avuto la compagnia giusta ci sono ritornato. Il pub, seppur con qualche cambiamento, è rimasto uguale nei particolari che rimandano a un locale davvero etnico e alternativo, a cominciare dal corridoio da attraversare per arrivare alla sala grande.

La necessità di venire incontro ai palati più diversi si è manifestata già agli antipasti: abbiamo preso würstel e patatine, che non hanno bisogno di presentazioni, e tequeño, una ricetta messicana di pasta brisée che avvolge del formaggio filante. I tequeño erano davvero saporiti, il formaggio interno esaltava il sapore della pasta esterna, un ottimo connubio di gusti.

Come portata principale, a quel punto, abbiamo scelto la porchetta venezuelana, servita con funghetti, pomodori e altri contorni, tutti nello stesso piatto per rendere il sapore un insieme dei vari ingredienti. In pochi minuti il piatto era vuoto, il miglior segno per capire se sia stato apprezzato o no.

Dato che, come detto, c’ero già stato altre volte, ho chiesto il solito ed eccellente dolce, la torta Pan di Stelle che fanno loro. Purtroppo non ero stato il solo a chiederla e l’avevano finita, peccato.

Il conto si è mantenuto sulla quindicina d’euro a persona, comprese le birre e il liquore al cioccolato, servito in un bicchiere di cioccolato, che offrono sempre a fine pasto.

Paolo Merenda

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