Tutto è buono se è fatto al Pepè

Di recente apertura, il Pepè di Maglie è un ristorante studiato fin nei particolari e che offre una molteplice varietà di scelta. Difatti, oltre a un menu ricco di pizze e piatti a base di carne, di pesce, vegetariani o anche vegani, presenta una parte per chi vuole semplicemente consumare un buon cocktail grazie all’esperto barman, con un pregevole sottofondo musicale. Le sere in cui siamo andati, come ciliegina sulla torta, abbiamo trovato anche il djset portato avanti in una postazione all’ingresso, quasi una sorta di benvenuto.

Molti i tavoli, tutti pieni, segno che per adesso è ben apprezzato dalla clientela. Abbiamo ordinato innanzitutto le birre, per me una salentina agricola, fresca e fruttata, che ti invogliava a berla sorso dopo sorso. Ma le prime sorprese sono arrivate dal menu, da cui abbiamo scelto un tagliere di salumi e formaggi, ben fornito e vario, e un piatto di scamorza avvolta nel bacon, condita da pistacchi tritati e aceto balsamico. Ho fatto bene a fidarmi, perché l’aceto balsamico mi piace solo su taluni ingredienti, e il bacon non è fra questi. Solo che l’insieme prodotto dallo chef si sposava bene con l’aceto, aggiungeva sentori finali di gusto che ho molto apprezzato.

Come portata principale, il filetto di maialino con gorgonzola in un letto di purea di patate è stato l’assoluto punto forte: il gorgonzola, appena accennato, era poco più di un retrogusto, con il maialino a riempire di sapori il piatto. La purea di patate, appena salata e preparata al momento, dava una sorta di break agli altri ingredienti e fungeva da contorno perfetto tra un boccone di carne e l’altro.

Per chiudere, una crema di nocciole con mustaccioli tritati è stato un dolce più che buono, anche se la scelta è stata difficile tra tutte le opzioni proposte.

Sul conto nessuna sorpresa: si è rivelato in linea con ristoranti di questa fascia, poco meno di 30 euro a persona.

Paolo Merenda

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